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Premio Elsa Morante Ragazzi: il valore della conoscenza

Può la cultura migliorare la società, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno dove la presenza della criminalità organizzata aggrava le già difficili condizioni di vita civile della popolazione? Può la conoscenza contrastare le patologie sociali del bullismo, della discriminazione, della violenza, anche quella virtuale, che rovinano la vita dei nostri ragazzi?
Sono questi i principali temi trattati nell’edizione 2017 del Premio Elsa Morante Ragazzi e dei quali hanno parlato ai nostri microfoni la scrittrice Dacia Maraini, che ci ha regalato un commovente ricordo del suo ultimo incontro con Elsa Morante, il giornalista e scrittore Giovanni Floris, la scrittrice siciliana Simona Dolce, il giornalista Paolo Ruffini, il medico Paolo Siani, presidente della Fondazione Polis e fratello del giornalista Giancarlo ucciso dalla camorra negli anni ’80, l’attore Salvatore Esposito, la traduttrice e curatrice del libro di Philip Schultz “La mia dislessia…", Paola Splendore e Tjuna Notarbartolo, la direttrice del Premio.  

Il regista Gualtiero Peirce, autore del docufilm “Almeno credo”, ragazzi cattolici, musulmani, ebrei a confronto, vincitore Premio Morante Ragazzi "Il mondo salvato dai ragazzini", ci ha parlato del suo lavoro, iniziato dieci anni fa in Rai con il documentario “Primo giorno di Dio”. Un gruppo di bambini cattolici, ebrei e musulmani che erano stati ripresi dalle telecamere di Peirce quando avevano sei anni, vengono ritrovati dieci anni dopo adolescenti. Le loro risposte non sono cambiate: oggi come allora la differenza di religione non costituisce elemento di divisione umana tra di loro e tutti sono convinti che nessuna religione possa tollerare l’odio e la violenza. I ragazzi dimostrano che la religione non va confusa con il fanatismo, patologia contro la quale sembrano avere migliori strumenti di difesa rispetto agli adulti.

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