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Può la matematica rendere più fluido il traffico?

Talk con Roberto Natalini, direttore dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo del CNR.

Attualmente sono possibili previsioni dinamiche del traffico nel tempo per ottimizzare il traffico e fluidificare le strade.
Da qualche decennio infatti i matematici hanno cominciato a studiare i movimenti di gruppi intelligenti: individui che si auto-organizzano, come pedoni, robot, animali e… automobili.

Nel tempo ci sono stati vari modelli matematici applicati al traffico, ma nessuno di essi ha funzionato. La svolta si è avuta quando si è passati ai modelli matematici continui.

Che vuol dire?
Sostituiamo le automobili con un fluido che scorre per le strade, un fluido particolare, intelligente, capace di rallentare quando la densità sale e accelerare quando invece c'è spazio davanti.

I fenomeni di auto-organizzazione hanno cioè alla base il movimento di singoli individui che seguono semplici regole per muoversi, senza conoscere la struttura generale del gruppo di cui inconsapevolmente fanno parte. Come i movimenti di uno stormo di uccelli, sembra un unico “corpo” che si muove, in realtà sono tanti soggetti a muoversi.

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