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Seconda guerra mondiale: la fine

Nel 1943 l’andamento della seconda guerra mondiale subisce una svolta decisiva.
Dopo la vittoria di Stalingrado, è ormai chiaro che l’Armata Rossa è destinata al trionfo, nonostante lo strenuo tentativo di contrattacco messo a punto dai tedeschi. A metà luglio, infatti, la controffensiva sovietica si era già dimostrata inarrestabile e avanzerà fino alla caduta di Berlino (1° maggio 1945).
Nel novembre-dicembre 1943, Churchill, Roosevelt e Stalin nel corso della conferenza di Teheran, oltre a discutere di questioni politico-strategiche, pianificano l’operazione Overlord, lo sbarco in Normandia. In un secondo incontro, tenutosi nel 1945 a Jalta, gli Alleati decidono di attaccare la Germania e, mentre gli eserciti angloamericani puntano verso Berlino, in Italia i partigiani cominciano a liberare le città.
Il 28 aprile 1945 Mussolini, arrestato da un gruppo di partigiani, viene fucilato insieme alla sua amante Clara Petacci. Due giorni dopo, Hitler, per sottrarsi alla ormai imminente cattura degli Alleati, si suicida.
Il Giappone, colpito dalla bomba atomica nell’agosto dello stesso anno, sarà costretto alla resa.

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