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Bettetini, Casetti e Grasso sulla Corazzata Potemkin

Da “Studio cinema” , Rai Due, tre edizioni a partire dal 1978. In studio, i critici Gianfranco Bettetini, Francesco Casetti e Aldo Grasso, commentano alcuni dei film più significativi della storia del cinema. Questa la trama del film di Ejzenstejn del 1926: l’equipaggio del Potemkin, ancorato a Odessa, tenta l’ammutinamento, ma viene ferocemente represso dai cosacchi che sparano sulla folla riunita in segno di solidarietà sulla scalinata del porto. La flotta zarista, però, si rifiuta di cannoneggiare la corazzata e permette alla nave di riprendere il mare e alzare la bandiera rossa. Casetti sottolinea come il film rispecchi la struttura della tragedia in cinque atti e analizza quindi la sequenza delle nebbie del porto di Odessa. La descrizione del porto è un momento lirico: Ejzenstejn non vuole realizzare un documento naturalistico, ma, come affermò più tardi, il suo intento era realizzare una sequenza che “suonasse”, ossia costruire un paesaggio che fosse “musica per gli occhi”. Bettetini si occupa della celebre sequenza della scalinata, dove si ritrovano influenze del formalismo russo.

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