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SERGIO CORAZZINI. IL TESORO DELLA POESIA ITALIANA

Guido Davico Bonino traccia il profilo del poeta Sergio Corazzini (Roma 1886 - 1907). Costretto dalle condizioni economiche in cui versava la famiglia a impiegarsi in una compagnia di assicurazioni, Corazzini ha una vita molto breve: muore di tubercolosi a soli ventun`anni. Il poeta, considerato il più grande interprete del crepuscolarismo romano, realizza il suo esordio letterario appena sedicenne, pubblicando nel 1904 la raccolta Dolcezze e facendola seguire in breve tempo da altre quattro raccolte, mentre una postuma esce nel 1908.
Gli atteggiamenti costanti della poesia di Corazzini sono l`autocommiserazione, il sentimento di inevitabile sofferenza, il sentirsi vittima rassegnata di fronte alla morte. Ma forse proprio nella consapevolezza del proprio triste destino il poeta si rende libero nella sperimentazione, si anima nel desiderio di spaziare dalla prosa lirica fino ai moduli simbolici e decadenti.
Luciano Virgilio legge alcune poesie tratte dalle raccolte Dolcezze, Piccolo libro inutile e Libro per la sera della domenica.

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