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Sergio Quinzio: la sconfitta di Dio

Il teologo Sergio Quinzio (Alassio, 5 maggio 1927 – Roma, 22 maggio 1996) riprende in questa intervista il tema a lui caro della “sconfitta di Dio”. La storia del Dio ebraico-cristiano, profondamente diverso dal motore immobile pagano, è una storia segnata sin dalle origini dalla sconfitta, che culmina con la croce e con l’impotenza di Dio di fronte ad Auschwitz.
L’atto della creazione implica intrinsecamente una negazione parziale dell’onnipotenza divina: creare l’uomo libero significa decretare la possibilità che l’errore, il peccato, la colpa, il dolore, e l’ingiustizia entrino nel mondo.
Il pensiero dell`impotenza di Dio si ritrova in uno scritto di Hans Jonas, Il pensiero di Dio dopo Auschwitz, in cui il filosofo afferma che l’unico modo per conciliare l’esistenza di Dio con il problema del male è ammettere che Dio non è perfettamente onnipotente. Ascrivere sempre all’uomo la responsabilità del male significa per Quinzio sposare una visione del mondo molto pia, ma poco convincente sul piano filosofico-teologico.

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