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SIMONE WEIL: IL COMUNISMO E LA VITA DI FABBRICA

La vicenda umana e intellettuale di Simone Weil (Parigi 1909 – Ashford, Inghilterra 1943) ha attraversato la cultura del Novecento in modo assolutamente inedito, tentando di coniugare la ricerca filosofica e politica con l’esperienza pratica. Figura dalla personalità complessa e a volte scomoda, Simone Weil ha lasciato numerosissimi scritti, disseminati in molteplici “Quaderni” e pubblicati quasi tutti postumi. Tra le sue opere ricordiamo Pensées sans ordre concernant l`amour de Dieu, pubblicato nel 1962, e Rèflexions sur les causes de la liberté et de l`oppression sociale, pubblicato nel 1980, in cui la filosofa francese fa oggetto della sua indagine la ricerca della verità nel rapporto tra Dio e le sue creature e le cause dell’oppressione e dell’ingiustizia sociale.
Dapprima attratta dal pensiero marxista, se ne allontanò contrapponendosi ai movimenti trotzkisti e leninisti francesi in seguito all’esito nefasto della dittatura sovietica, di cui mise in evidenza le contraddizioni e le negazioni di libertà imposte proprio al proletariato. Abbandonò l’insegnamento della filosofia per diventare operaia e sperimentare con sofferenza l’esperienza del lavoro della fabbrica facendosi partecipe delle difficili condizioni di vita dei braccianti.
Nello sceneggiato proposto in questa unità audiovisiva si rievoca la vita e la passione politica di Simone Weil.

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