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Speciale Pinocchio: parlano Margherita Hack e David Riondino

Gli innocenti in carcere e i mascalzoni a spasso: questa è la morale che Collodi dà del potere ingiusto, che purtroppo è spesso presente anche nelle nostre democrazie". Intervista all`astrofisica Margherita Hack e all`attore David Riondino sul capolavoro di Carlo Collodi: Pinocchio.



David Riondino: "Il rapporto di Pinocchio col potere [...] è forse l’elemento più sociale che Collodi ci racconta in questo viaggio fantastico sulla natura umana. È un rapporto molto critico. Collodi è evidentemente molto scettico e ci dice delle cose che sono il senso comune, direi piccolo borghese e popolare, di quello che è a quell’altezza dell’800 l’idea della giustizia. L’idea della giustizia che è ingiusta coi poveri e che è servile verso i poteri forti, l’idea dell’impunità di chi è ricco e potente oppure di alto rango oppure nato bene... insomma, il mondo degli adulti è un mondo sostanzialmente violento e ingiusto per Collodi, quindi il viaggio del burattino è una grande forma di sghignazzo, di derisione, di affermazione di libertà"



Margherita Hack: "Il giudice rappresentato da un severo scimmione rappresenta il potere e soprattutto il potere ingiusto, perché darà ordine di liberare tutti i malandrini. E infatti la guardia apre le prigioni: tutti vanno via, ma Pinocchio viene lasciato in carcere. [...] Quindi: gli innocenti in carcere e i mascalzoni a spasso. Questa è la morale che Collodi dà del potere ingiusto, che purtroppo è spesso presente anche nelle nostre democrazie. [...] Questa disonestà diffusa, di cui era evidentemente piena la società di Collodi, [...] è una lezione che rispecchia purtroppo quella che è la società attuale. Il paese dei balocchi potrebbe essere una metafora del nostro paese del consumismo in cui bisogna avere sempre qualcosa da comprare [...], per apparire più che per essere. Quindi il paese dei balocchi può essere proprio una metafora di quello che stanno diventando le nostre società consumiste. Però nel paese dei balocchi si diventa dei grandi ignoranti"

 

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