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Speciale scuola: parla Valentina Aprea

“Bisogna investire sui giovani, sull’educazione, per uscire dal tunnel e soprattutto per avere possibilità di sviluppo e di crescita nel nostro paese.”

 

Valorizzazione e promozione del “capitale umano” e della “alta qualità”, ricerca delle “eccellenze”, radicale trasformazione del sistema di orientamento scolastico e di reclutamento delle docenze: queste alcune delle soluzioni indicate da Valentina Aprea, Presidente della Commissione Cultura della Camera, che nel corso dell’intervista affronta alcuni fra i maggiori problemi che affliggono oggi il nostro sistema scolastico.
“Ci aspettiamo molto dall’istruzione tecnica superiore, cioè da una qualificazione ulteriore del capitale umano nella ricerca e nel settore scientifico”, afferma la Aprea. “Dobbiamo ritornare a investire sul capitale umano, che significa alta qualità, e soprattutto ricercare l’eccellenza. Noi abbiamo ancora troppo pochi eccellenti nei nostri istituti, nel senso che non li riconosciamo tempestivamente ma soprattutto non investiamo su di loro.” In particolare, aggiunge, gli studenti che scelgono dei percorsi di studio difficili andrebbero tutelati attraverso azioni di tutoraggio e di apprendistato professionalizzante consistente in una alternanza di studio e lavoro, ricerca e pratica. La teoria e la ricerca, infatti, da sole non basterebbero più. Le università dovrebbero quindi inserire molto prima gli studenti nel mondo del lavoro, perché il nostro paese non può più permettersi di tenere i ragazzi lontano dal mercato del lavoro fino all’età di 25-26 anni.
Tra le molte priorità da affrontare, la presidente della Commissione cultura indica la questione dell’orientamento scolastico, il cui obiettivo ultimo sarebbe arrivare a una personalizzazione dei piani di studio, ottenibile innanzitutto attraverso un riconoscimento precoce delle qualità e attitudini degli studenti e un loro conseguente indirizzo. Problema, questo, riguardante anche il mondo dell’informazione. “I genitori sono portati in genere a considerare l’iscrizione a un liceo classico o scientifico come un percorso di serie A, mentre oggi la scuola secondaria riformata offre tantissime opportunità e molti percorsi altamente qualificati ancorché non liceali.”
Argomento da non trascurare, infine, sarebbe quello del corpo insegnanti, che secondo la Aprea avrebbe bisogno – al di là di un processo di ricambio generazionale - di un nuovo stato giuridico e di un diverso sistema di reclutamento, formazione e valutazione. “Ogni scuola che ha un proprio progetto deve poter indicare la propria aspirazione, deve fare l’identikit del docente giusto e poter scegliere all’interno di un elenco di insegnanti ritenuti idonei dalla Repubblica”, dice la Aprea, che sollecita sull’altro versante la creazione di un portfolio delle competenze dei docenti: “Credo che sia un diritto del docente farsi valere e aspirare ad avere anche un percorso professionale, quindi una carriera, in base a quello che sa dare.”

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