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SPECIALE SPORT: PARLA SANDRO MAZZOLA

“Il calcio è il gioco più bello del mondo”.

Il calcio raccontato da Sandro Mazzola, uno dei più grandi calciatori italiani di tutti i tempi. Più di cinquant’anni spesi per il calcio, che tanto è cambiato nel corso degli anni: “Non mi piace l’evoluzione del calcio […] troppa atletica e tattica a scapito dell’inventiva”.

Figlio del grandissimo Valentino Mazzola, leggendario campione del “grande Torino” tragicamente scomparso nella tragedia di Superga, Sandro si avvicina sin da piccolo al gioco calcio. Mazzola ci ricorda che “dopo la guerra, le uniche cose che facevano gioire gli italiani erano il ciclismo e il calcio, […] e il “grande Torino”[…] aveva dato agli italiani la speranza di riuscire: si usciva dalla guerra, c’era la miseria, la fame, la povertà e questo gruppo vincente faceva pensare “ce la posso fare”. In serie A debutta proprio a Torino, davanti a quel pubblico che per tanto tempo aveva applaudito suo padre. All`inizio l`accoglienza del pubblico non è molto convinta: non è prestante fisicamente e l’applauso sembrava diretto a un ragazzo che intende seguire le gesta del padre. Nonostante il fisico asciutto si rivela un grande campione, ricopre zone di campo incredibili e gioca tutto per la squadra, senza mai eccedere in personalismi. Ha sempre militato nell`Inter con la quale ha collezionato ben 417 gettoni (116 reti), vincendo tutto: quattro scudetti (1963, 1965, 1966 e 1971), due Coppe dei Campioni (1964 e 1965) e due Intercontinentali (1964 e 1965). In Nazionale (70-22) è stato campione d`Europa `68 e vice iridato `70, facendo nascere uno storico dualismo con Rivera durato circa quindici anni. “Il goal che ricordo con più piacere è uno di Coppa dei Campioni […] Vasas Budapest vs Inter” del 1966, un goal che è stato anche premiato recentemente come il più bello d`Europa. Ha svolto incarichi dirigenziali prima nel Torino e poi ancora nell`Inter di cui è stato dal 1995 al 2003 il direttore sportivo ed il principale responsabile del mercato.

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