Seguici    
Accedi
 

STALIN: LA MORTE

Servendosi di materiale documentario proveniente dagli archivi sovietici, il giornalista Arrigo Levi commenta la morte di Stalin nel marzo del 1953 e il disorientamento provato in tutto il paese.
I funerali furono fra i più solenni mai tributati ad un capo di stato; durarono tre giorni e la ressa provocò persino dei morti. Era inimmaginabile una Russia senza Stalin persino fra coloro che avevano sofferto a causa del regime, in molti tuttavia, soprattutto fra i deportati, nacque la speranza di un paese più liberale.
Il segno più forte del disorientamento fu un proclama, emanato all’indomani della morte di Stalin, che affermava la necessità di assicurare una guida ininterrotta e corretta all’intera vita del paese, con l’unità dei capi e la prevenzione d’ogni tipo di disordini.
La salma di Stalin fu imbalsamata, la stampa cercò di relegare la morte del capo di stato in secondo piano, per spingere il popolo a non piangere sul passato e a guardare al futuro.
I filmati mostrano la cerimonia funebre, i figli di Stalin, la folla che rende omaggio alla salma, i disegnatori e gli scultori che, secondo la tradizione russa, ritraggono il defunto, l`omaggio dei rappresentanti della chiesa ortodossa, il trasporto della bara in piazza Rossa, la parata finale, a cui assistettero numerosi politici stranieri, tra cui Togliatti e Nenni.

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo