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TEATRO IN LOMBARDIA: IL SETTECENTO E L`OTTOCENTO - PARTE SECONDA

L`attore Paolo Bessegato racconta la storia del teatro in Lombardia, nel Settecento e nell`Ottocento. All`inizio del XIX secolo nasce la figura dell`impresario, che commissiona e produce opere, e ha quindi avvio la difficile collaborazione, se non lotta, tra compositore e impresario.
I più importanti impresari dell`epoca furono Bartolomeo Merelli, Domenico Barbaja, Carlo Cambiaggio. I cantanti sono le star di questa industria. Le voci femminili trionfano. Da Giuditta Pasta, a Maria Malibran, a Giuseppina Strepponi, futura moglie di Verdi, il pubblico stravede per loro.
Oltre all`opera, in teatro si danno anche molti balletti. Il balletto romantico per eccellenza è Giselle, su musica di Adolphe Charles Adam. Nato in Francia, Gisellegirò tutta Europa. Col suo semplice vocabolario coreografico, questo balletto ha sempre avuto molto successo, e ancora oggi è spesso nel repertorio delle stagioni di ballo. Il soggetto è naturalmente romantico, ovvero amori infelici tra magie varie.
Per quanto riguarda invece il teatro di prosa, è Venezia a troneggiare, col grande Carlo Goldoni. Importanti teatri milanesi sono il Teatro Del Re, dal nome dell`impresario che lo sostenne, e il Teatro dei Filodrammatici. I guitti aprono un genere a sé, costituendo il pane quotidiano delle compagnie minori, facendo anche, all`occorrenza, il ruolo di saltimbanchi. Infine c`è il teatro dei fantocci di lusso, come quelli della famiglia Borromeo all`isola Bella, e i fantocci del teatro Gerolamo, a Milano.
Alla fine dell`Ottocento, comincia a cambiare il rapporto tra la rappresentazione teatrale e il pubblico. Ciò che avviene in palcoscenico diventa importante e il pubblico esigente segue l`azione con molta più attenzione.

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