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Ugo Foscolo, autoritratto in versi

In questo filmato il critico letterario Guido Davico Bonino rileva come il nome di Ugo Foscolo venga sempre associato ai Sepolcri, il carme scritto in difesa della funzione eternatrice della poesia e, al massimo, a Le Grazie, il poema in tre canti in cui viene esaltata l’immagine della poesia dispensatrice di civiltà. Qui si propone, invece, una scelta di testi, tratti dai Sonetti e dalle Odi, in cui Foscolo parla di sé, della sua inquietudine, dell`amore per la propria terra, del dolore per la morte del fratello, dell`ossequio amoroso rivolto ad Antonietta Fagnani Arese, amica milanese guarita da una malattia.

L'attore Umberto Ceriani legge l’ode All’amica risanata e i seguenti sonetti: Di se stesso (“Perché taccia il rumor di mia catena…”), Alla sera, In morte del fratello Giovanni, A Zacinto, A se stesso (Che stai? già il secol l’ormai lascia…).

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