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UMBERTO CURI: LA POLITICA E LA GUERRA - PARTE SECONDA

Nel filmato, tratto dall’Enciclopedia multimediale delle scienze filosofiche, Umberto Curi, professore ordinario di storia della filosofia moderna e contemporanea all`Università di Padova, analizza i rapporti tra la politica e la guerra.
Il discorso comincia dalla Repubblica, di Platone, e dalle diverse interpretazioni che di tale testo hanno dato alcuni filosofi successivi. La tesi di Popper, secondo cui Platone deve considerarsi fautore della guerra, è contestata da Curi, che sostiene, invece, che in Platone è vivissima l’esigenza di una fondazione filosofica del concetto di ‘pace’, cui egli tuttavia perviene dopo aver stabilito l’importanza che la guerra ha avuto nella storia dell’umanità. Per Hegel, la guerra è un aspetto centrale della visione etica dello Stato ed in essa si incarna lo spirito di un popolo. In una posizione di assoluta originalità rispetto al marxismo europeo si trova Gramsci, che nei Quaderni del carcere, riprende più di una volta la celebre affermazione di Clausewitz che "la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi". Gramsci è l’autore che ha maggiormente contribuito ad introdurre nel lessico politico metafore tratte dal lessico militare, sostenendo che qualunque forma di attività politica è leggibile in chiave di manovra militare.

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