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Una vita al microscopio. Addio a Rita Levi Montalcini

 

Ci lascia un pezzo della nostra storia, ma soprattutto un pezzo dell’Italia che vale veramente la pena raccontare. Rai Educational intende ricordarla regalandovi un video raggiungibile al seguente link: http://www.fuoriclasse.rai.it/new/dettaglio_puntata.aspx?IDPuntata=300 in cui il premio Nobel racconta a Fuoriclasse (programma di Rai Educational) il suo impegno di una vita per la scienza e per le popolazioni africane, ma soprattutto parla dell’importanza della scuola nella sua vita professionale: dei veri consigli d’autore per i giovani.

Nata a Torino il 22 aprile 1909, Rita Levi Montalcini se ne è andata all’età di 103 anni nella sua abitazione a Roma. Ci lascia una delle donne che per impegno civile, studio e ricerca scientifica, hanno reso grande il nostro paese.
Premio Nobel per la medicina e senatore a vita, dopo aver studiato medicina all'università di Torino, all'età di 20 anni entra nella scuola medica dell'istologo Giuseppe Levi e inizia gli studi sul sistema nervoso che prosegue per tutta la sua vita, salvo alcune brevi interruzioni nel periodo della Seconda guerra mondiale. Si laurea nel 1936. Nel 1938, in quanto ebrea sefardita, fu costretta dalle leggi razziali del regime fascista a emigrare in Belgio con Levi, dove continua le sue ricerche in un laboratorio casalingo.
Dal 1961 al 1969 dirige il Centro di ricerche di Neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Roma in collaborazione con l'Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 il laboratorio di Biologia cellulare. Dopo essersi ritirata da questo incarico "per raggiunti limiti d'età” continua le sue ricerche come ricercatore e guest professor dal 1979 al 1989, e dal 1989 al 1995 lavora presso l'Istituto di neurobiologia del Cnr con la qualifica di super-esperto.
E' stata sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società.
Paladina dei giovani scienziati, nel marzo 2012 rivolge un appello al Governo Monti insieme al senatore Ignazio Marino (Pd), «affinché non cancelli il futuro di tanti giovani ricercatori, che coltivano la speranza di poter fare ricerca in Italia.
E' stata sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società ed è stata particolarmente sensibile anche nei confronti dei temi della difesa dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile.

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