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UOMINI O PRIMATI?

Il ritrovamento in Spagna, alla fine del 2004, dei resti fossili di una scimmia antropomorfa risalenti a 13 milioni di anni fa (periodo geologico Miocene), offre lo spunto per affrontare il tema dell’evoluzione umana. Il fossile ritrovato può essere considerato l’anello mancante della catena evolutiva dell’uomo? In realtà, data la non linearità (si parla infatti di “cespuglio” evolutivo), né gradualità del processo di evoluzione, il concetto stesso di anello mancante risulta superato, come sottolinea il paleoantropologo Emiliano Bruner. Le analisi sul DNA non sono tra l’altro in grado di fornire informazioni precise sul codice genetico di ritrovamenti datati oltre i 50.000 anni, termine dopo il quale il DNA umano subisce trasformazioni troppo radicali. L’evoluzione umana inizia intorno ai 5 milioni di anni fa, periodo a cui risalgono i primi resti di ominidi rinvenuti nell’Africa orientale. L’audiovisivo illustra le due ipotesi estreme sull’evoluzione umana, l’ipotesi “multiregionale” e quella cosiddetta “out of Africa”, e introduce il concetto di variabilità dell’Homo Sapiens, apparso in Africa circa 150.000 anni fa. Al dibattito in studio, moderato da Luciano Onder, partecipano: Emiliano Bruner (paleoantropologo all’Università La Sapienza di Roma, dipartimento di biologia animale e dell’uomo) Giovanni Destro Bisol (antropologo molecolare all’Università la Sapienza di Roma dipartimento di biologia animale e dell’uomo) L’unità didattica è tratta da una puntata di Explora – La TV delle Scienze, una produzione Rai Educational realizzata nell_%_ambito della convenzione stipulata negli anni 2003-2006 tra il Ministero dell_%_Istruzione, dell_%_Università e della Ricerca e la Rai Radiotelevisione italiana.

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