Seguici    
Accedi
 

Vasco Pratolini: la vita semplice di Firenze

Questo filmato offre un approfondimento del rapporto tra Vasco Pratolini e la sua città natale, Firenze, attraverso immagini dello scrittore al lavoro e del quartiere fiorentino di Santa Croce. La scrittura del romanziere toscano ha intrattenuto uno stretto legame con la topografia e i personaggi di questo angolo di città. Santa Croce torna in chiave autobiografica in Cronaca familiare, in Cronache di poveri amanti e in quel racconto di lavoro e di carcere che è Metello.

 

Vasco Pratolini nasce a Firenze nel 1913. Da ragazzo fa vari mestieri, studiando da autodidatta. Conosce Rosai e Vittorini ed è legato agli ambienti del fascismo di sinistra. Passa presto all'antifascismo, avvicinandosi alle posizioni comuniste. Comincia a farsi conoscere nell'ambiente di Letteratura e di altre riviste fiorentine. Nel 1939 si trasferisce a Roma; partecipa alla lotta partigiana e alla fine del 1945 si trasferisce a Napoli, dove insegna all'Istituto Statale di Arte. Nel 1951 torna a Roma, dove ha poi sempre vissuto; qui muore nel 1991.

 

I suoi primi racconti (Il tappeto verde, 1941; Via de' Magazzini, 1942; Le amiche, 1943; poi riuniti, con altri, sotto il titolo Diario sentimentale, 1956) sono ispirati ai ricordi della sua adolescenza. Seguirono una serie di racconti e romanzi: Il quartiere, 1944; Cronaca familiare, 1947; Cronache di poveri amanti, 1947; Mestiere di vagabondo, 1947; Un eroe del nostro tempo, 1949; Le ragazze di Sanfrediano, 1952. Con Metello (1955) lo scrittore offre un ampio affresco di vita collettiva e individuale, sociale e sentimentale. Metello fa parte della trilogia «Una storia italiana» con Lo scialo (1960) e Allegoria e derisione (1966). Pratolini è stato anche un grande sceneggiatore, lavorò tra gli altri con Carlo Lizzani, Roberto Rossellini e Luchino Visconti.

 

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo