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Vera Giaconi, Persone care

Persone care della scrittrice uruguaiana, Vera Giaconi (traduzione di Giulia Zavagna, Sur) raccoglie dieci racconti incentrati sulle relazioni di amore e amicizia. Un figlio che guarda con orrore l’invecchiamento della madre pensando che dovrà farsi carico di lei; due donne anziane che entrano nella casa della terza sorella nel giorno del suo funerale e continuano a provare invidia per la ricchezza che l’ha circondata; una cameriera che si era affezionata alla padrona dopo il suo tentativo di suicidio che si sente mettere sullo stesso piano di un cane: la tipologia dei personaggi è abbastanza varia ma a dominare è il tema dell’ambiguità dei sentimenti, della convivenza di spinte contraddittorie verso le persone con cui condividiamo il nostro tempo. Uno spazio particolare hanno in questo libro i bambini: il fratello e la sorella di Piranha che si picchiano mentre i genitori litigano in cucina, e il fratello e la sorella che in Al buio si nascondono nell’armadio mentre la vicina che fa loro da babysitter riceve l’inquietante marito. Il sottofondo dei racconti è un esterno minaccioso: mentre i personaggi sono colti in interni domestici, fuori ci sono pericoli innominati che costringono a fughe precipitose, a silenzi (la dittatura, il regime illiberale c’è ma non viene mai nominato). Il non detto domina in questi rapidi squarci di vita che inquietano il lettore e si aprono a diverse interpretazioni (non a caso si chiude con la storia più perturbante e misteriosa di tutte, Rincontro).

Abbiamo intervistato Vera Giaconi in occasione del suo tour italiano. Traduzione consecutiva di Giulia Zavagna.

 

 

Vera Giaconi è nata nel 1974 a Montevideo, Uruguay, ma ha sempre vissuto a Buenos Aires. Nel 2011 ha pubblicato il suo primo libro di racconti, Carne viva (pubblicato in Argentina dalla casa editrice Eterna Cadencia). La sua seconda raccolta, Persone care, è uscita da SUR nella traduzione di Giulia Zavagna.

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