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Vincenzo Vitiello. Riflessioni sulla filosofia di Emanuele Severino

Il filosofo Vincenzo Vitiello, tra i relatori del Congresso Internazionale "All'alba dell'eternità. I primi 60 anni de La struttura originaria", che si è svolto a Brescia il 3 marzo del 2018, espone alcune considerazioni sulla filosofia di Emanuele Severino.
Vitiello inizia a parlare del titolo del congresso, L’alba dell’eternità, evidenziando che in tedesco alba si dice Dämmerung, termine che traduce anche la parola italiana tramonto. La filosofia di Severino segna pertanto l’alba e il tramonto della filosofia, costituendone un momento fondamentale, in primo luogo perché viviamo in un epoca in cui la narrazione libera si va sostituendo al pensiero dimostrativo, ma anche perché  Severino ha portato la filosofia alla sua conclusione, riassumendo l’intera storia del pensiero occidentale, a partire da Parmenide. Discutere con Severino è come discutere insieme con tutti i grandi filosofi della storia, tanto che si possono distinguere i filosofi contemporanei in due categorie, quelli che hanno studiato Severino e quelli che non l’hanno studiato.
Vitiello però individua nella filosofia di Severino, che  ha portato a conclusione il linguaggio dell’essere, un limite, che è quello di essere un orizzonte chiuso, entrati nel quale non si può che più pensare niente di nuovo.

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