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VITTORIO EMANUELE III DI SAVOIA: IL CROLLO DELLA DINASTIA

L`unità didattica, con l’ausilio di materiale d’archivio, descrive il progressivo esautoramento della monarchia da parte del regime fascista e tratteggia un ritratto di Vittorio Emanuele III e della sua sposa Elena di Savoia.
Impegnata in opere di beneficenza, appassionata di medicina, con non poche concessioni a pratiche e suggestioni stregonesche, ma sostanzialmente chiusa in un ambito familiare che costituiva la sua unica fonte di apprensione, la seconda regina d’Italia vide in Mussolini un protettore. Le immagini in cui la regina invita le donne italiane a donare alla patria la loro fede nuziale testimoniano il suo contributo alla propaganda di regime.
Vittorio Emanuele III fu figura ancora più inquietante e ambivalente. Il suo tentativo di mantenere intatto il potere della monarchia durante il fascismo fallì miseramente. Non approvava i nazisti, disapprovava la persecuzione degli ebrei, ma non fece nulla per impedirla. Stanco, vecchio e isolato, Vittorio Emanuele fu in realtà emblema della debolezza dell’intera nazione. L’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, gli fu comunicata indirettamente attraverso la telefonata di un funzionario di Palazzo Venezia al ministro della Real Casa. Mussolini, pur formalmente su delega del re, assunse in proprio il comando delle forze armate. La caduta del fascismo, il 25 luglio 1943, e l`armistizio con gli alleati non modificarono il corso del destino di Casa Savoia. Con l’8 settembre, al contrario, il re uscirà definitivamente dalla storia d’Italia.

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