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VITTORIO FRANCHINI: ALLE RADICI DEL JAZZ. LE INTERVISTE DI MOSAICO

Vittorio Franchini, critico musicale del "Corriere della Sera" e autore di numerosi libri sulla storia della musica e della cultura afro-americana, è intervistato in studio da Giosuè Boetto Cohen. L`intervista verte sul jazz, che può essere considerato uno dei linguaggi musicali più originali del Novecento e che ha dato vita a molti altri tipi di musica, per esempio il rock. Le sue radici vanno ricercate nella cultura delle popolazioni africane, deportate in massa negli Stati Uniti per lavorare come schiavi nelle grandi piantagioni di tabacco e cotone e che spesso provenivano da luoghi diversi dell`Africa, potendo comunicare solo attraverso un linguaggio comprensibile a tutti: la musica. Dall`incontro tra la musicalità africana e la religione cristiana, che viene conosciuta e fatta propria come promessa salvifica di resurrezione e liberazione dalle sofferenze, nascono gli Spirituals. Al contrario, il Blues ha origini nei canti di chiamata/risposta tipici dell`Africa occidentale: erano avvisi del cacciatore o del contadino che comunicavano il loro ritorno, trasferiti poi anche dagli schiavi d`America. Il grido e la risposta formano un piccolo concetto musicale che si basa su una scala musicale, detta scala "blue", che crea una particolare atmosfera di tristezza; le parole, al contrario, non sono sempre tristi, spesso sono ironiche e graffianti, espresse in uno slang particolare che non doveva essere compreso dai bianchi. Franchini poi parla dell`improvvisazione dei grandi musicisti jazz, la capacità di riprodurre e variare all`infinito un motivo, come facevano i "griot" (cantori itineranti) in Africa. Dalle grandi orchestre dell`epoca del be-bop, ai geni come Duke Ellington, è questa la caratteristica costante della musica jazz.

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