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Alessandro Campi: Piazza Fontana, una strage annunciata

Milano, ore 16.37: una bomba esplode all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura a Piazza Fontana.
La strage di Piazza Fontana è uno dei grandi misteri italiani probabilmente tra quelli più indecifrabili. Uno dei tanti misteri della storia repubblicana che noi tendiamo a leggere in una chiave di politica occulta, come la strage di Portella della ginestra come le stragi mafiose degli anni 80, l’uccisione di Enrico Mattei, l’assassinio di Aldo Moro. E’ come una grande nebbia che sembra quasi rendere irrazionale tutta la vicenda storica di questo paese. Si è detto che Piazza Fontana ci ha privato per sempre dell’innocenza dopo di allora tutto è stato diverso. In realtà era una strage annunciata, la violenza era nell’aria già nei due anni precedenti. L’uso di certe parole, un linguaggio violento, gli slogan, lo scontro delle ideologie, lasciavano presagire quello che poi sarebbe successo dopo. Quando scoppiò la bomba fu troppo tardi. Aver sottovalutato certi segnali rese poi difficile gestire quella situazione che sfuggì di mano. Si aprì la strategia della tensione e per circa 20 anni l’Italia rimase avvolta in un clima di violenza e di scontro nelle piazze con tutto quello che ne è seguito compreso il terrorismo. Alla luce di questo esempio storico, oggi dovremmo riflettere bene quando sentiamo utilizzare certe parole, quando vediamo che il livello dello scontro politico si alza troppo. Siamo caduti già una volta nella spirale della violenza, dovremmo stare attenti ed evitare di ricaderci.
 

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