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Approfondimenti. La bicicletta e i suoi dispositivi (1)

LA BICICLETTA

Spesso ci troviamo di fronte a persone che salgono su una bicicletta senza neppure saperla guidare. Ma non è tanto questo che conta, quanto invece il fatto che viene presa e guidata dove c’è traffico; e allora il problema nasce, ed è molto serio.

È convinzione comune che per guidare un veicolo, perché comunque di veicolo si tratta, lo si deve prima di ogni altra cosa conoscere in ogni sua piccola parte, dopodiché saremo in grado di utilizzarlo al meglio senza correre tutti quei rischi che solitamente si corrono.

E allora facciamo un po’ la carta di identità della bicicletta:

Tramandato dai latini, “velòx-velocìs” (veloce) e “pès-pèdis” (piede), il termine Velocipede non è altro che il nome tecnico con il quale viene chiamata la bicicletta.

La bicicletta viene definita dal codice della strada come “veicolo a due o più ruote, mosso per mezzo della forza muscolare dell’uomo attraverso l’uso di pedali o di dispositivi analoghi”.

Gli spazi dove è consentita la sua circolazione sono: la pista ciclabile (dove ne esista una) e le corsie di scorrimento destinate alla circolazione dei veicoli.

IL DISPOSITIVO ACUSTICO E I DISPOSITIVI CATARIFRANGENTI

Prima di affrontare nei minimi particolari questo argomento è bene riproporre e sottolineare un concetto molto importante: esistono regole scritte e regole dettate dall’uso del buon senso e quindi anche per i dispositivi obbligatori della bicicletta non sarà fatta eccezione alla regola.

Va chiarito innanzitutto che per “dispositivi obbligatori” si intendono soprattutto quegli elementi meccanici di cui una bicicletta è dotata e che se usati possono in alcuni casi salvare la vita a chi la guida. Di alcuni non è sempre obbligatoria la dotazione, che è comunque fortemente consigliabile anche per non ritrovarsi a doverne rimpiangere l’assenza nel momento del bisogno.

Il dispositivo acustico, meglio conosciuto come “campanello” è un elemento che serve a farsi sentire nei momenti in cui, circolando nella strada, siamo in presenza di un pericolo. È evidente quindi che deve essere usato correttamente e senza abusarne. L’uso ingiustificato può creare nella migliore delle ipotesi dei rumori molto fastidiosi e nel peggiore dei casi può ritenersi parte attiva nell’aumento del tasso di inquinamento acustico-ambientale.

Il perfetto funzionamento è dato da una sua periodica manutenzione che peraltro è semplice e molto veloce.

È sufficiente svitare il tappo, lubrificare con dell’olio usato anche per le macchine da cucire, gli ingranaggi, e dopo aver “scampanellato” a vuoto per qualche secondo si richiude il tappo; et voilà…il gioco è fatto.

I dispositivi catarifrangenti, sono elementi che vivono di luce riflessa, ovverosia per funzionare devono essere illuminati da una fonte luminosa esterna. Vale a dire che non servono per vedere ma per essere visti e quindi è ben comprensibile quanto sia importante la loro presenza.

Dove? Sui raggi delle ruote e sui pedali di colore arancione e nella parte posteriore insieme al faretto, di colore rosso.

Va detto inoltre che il motivo per cui i catarifrangenti sono presenti in tutte le parti della bicicletta è proprio per il fatto che nelle ore notturne e in ogni altro caso di scarsa visibilità la si  può notare da qualsiasi direzione essa provenga.

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