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Memex: Galileo

Carlotta Mazzoldi. Il pescecane? Si salva in `rete`

 

Si chiama selacofobia la paura degli squali, un terrore alimentato nei secoli da libri, pellicole, cartoon, videogiochi e letteratura per l’infanzia, da Plinio a Spielberg. Ma più che essere animali pericolosi per l’uomo, è l’uomo oggi a costituire il maggior pericolo per queste specie provocando il depauperamento di habitat essenziali al loro ciclo biologico. Oggi molte specie di squali sono a rischio di estinzione per le loro caratteristiche biologiche (iniziano a riprodursi a grandi dimensioni e dopo molti anni con pochi piccoli dopo una lunga gestazione) che le rendono particolarmente vulnerabili allo sfruttamento della pesca.

All’interno del Progetto Ocean Past Platform,  la “rete” vuole salvare lo squalo. Un team internazionale coordinato dall’Università di Padova, si è occupato dei cambiamenti nella percezione di squali e razze, attraverso un questionario rivolto a tutti, dai 10 anni di età in poi, tradotto in 16 lingue compilabile online in assoluto anonimato. L’ampia copertura geografica ha permesso di confrontare aree e culture diverse, l’ampia accessibilità fasce di età e formazioni diverse. I risultati saranno oggetto di un lavoro scientifico e il progetto mira a fornire le basi per lo sviluppo di campagne mirate alla sensibilizzazione ed educazione del grande pubblico rispetto alla conservazione dell’ambiente marino e, nello specifico, degli squali. 

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