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Carlotta Mazzoldi. La stazione idrobiologica

 

Monitorare la biodiversità della laguna e dell’alto Adriatico e i suoi cambiamenti è una delle attività che la Stazione Idrobiologica di Chioggia porta avanti per capirne cause e  conseguenze attraverso la ricerca.A inizio maggio una trentina di studenti e ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova raccoglieranno dati e campioni per studiare le comunità marine (microalghe  e invertebrati), microrganismi e invertebrati, pesci e uccelli marini.

Faranno questo lavoro con maschera, boccaglio e bombole se immersi in acqua, con retini e bottiglie dalla barca, camminando nelle acque basse con stivaloni e binocolo alla mano. Poi lavoreranno nei laboratori utilizzando microscopi, strumenti per analisi genetiche, computer.  Le ricerche sul campo portate avanti dalla stazione Idrobiologica sono diverse e riguardano il comportamento di pesci e uccelli marini, le comunità di organismi marini (alghe, invertebrati, pesci), le specie di valore commerciale (gestione sostenibile in stretta interazione con pescatori e allevatori).

Più di recente si sono sviluppate anche linee di ricerca che studiano gli effetti dei cambiamenti climatici o dell’impatto dell’uomo sugli organismi marini. In laboratorio si studiano le caratteristiche biologiche di molti organismi marini.La Stazione Idrobiologica è in ampliamento: è in fase di ristrutturazione un altro edificio che ospiterà nuove vasche, laboratori sperimentali, laboratori moderni di biologia cellulare e molecolare, microscopia, ecc.

Nel prossimo futuro si rafforzerà il ruolo di riferimento di questo centro per le ricerche in biologia marina nel Mare Adriatico, favorendo l’arrivo di scienziati visitatori da altre nazioni e l’interazione diretta fra ricercatori e studenti del corso di laurea.

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