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Memex: Galileo

Cavalli a New York

 

L’avvento di nuove tecnologie può rivoluzionare idee e stili di vita ormai consolidati fino al punto da sembrare immutabili. Guardando al passato, fa sorridere l’ingenuità di chi, prigioniero delle consuetudini, non sa immaginare un futuro diverso e si rassegna alle conseguenze che il suo stile di vita comporta.Ciò è vero per tutte quelle pratiche insostenibili a cui non si vuole tuttavia rinunciare, perché è la nostra miopia a farle sembrare irrinunciabili. Questo vale per l’agricoltura e gli allevamenti intensivi; per gli impianti per la produzione di energia non rinnovabile, come le centrali a combustibile fossile; vale per lo sfruttamento dei suoli  ecc. ecc.Un esempio illuminante nel campo dei trasporti, è fornito dalla conferenza che si tenne a New York del 1898.

Prima dell’avvento di un prototipo di trasporto pubblico, le città venivano attraversate a piedi e i cavalli si usavano su distanze più lunghe: ancora all’inizio del 1800 in pochissimi possedevano un cavallo. Ma già nel 1853, 120mila persone, nella sola New York, viaggiavano sugli omnibus, carrozze pubbliche con tragitti prefissati all’interno delle aree urbane. Ovviamente, le numerose carrozze avevano bisogno di essere trainate da cavalli, che producevano una grande quantità di letame. Ma tutta quella cacca, come si poteva rimuovere e smaltire?

Nel 1898 si tenne a New York la prima conferenza di pianificazione urbana della storia; il problema più grande di cui dovevano discutere le delegazioni arrivate da tutto il mondo era molto serio: la cacca di cavallo. Il dato di partenza era che un cavallo evacua quotidianamente una decina di chili di letame. Gli esperti quindi, avendo stimato il numero di cavalli, calcolarono che, nella sola New York, venivano prodotte oltre mille tonnellate di cacca di cavallo al giorno.

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