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Edgar Morin: ragione e mentalità magica. Aforismi

Il filosofo Edgar Morin, in un'intervista dell'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche del 1995, contesta quella razionalità occidentale, che a partire dal XVIII secolo si è ritenuta depositaria della ragione storica, considerando arretrate tutte le altre civiltà.
All'inizio del XIX secolo questa concezione ha dato luogo in antropologia alla teoria dei "primitivi" (popoli cacciatori e raccoglitori, come i boscimani del Kalahari, gli aborigeni d'Australia, gli indiani dell'Amazzonia). Secondo Morin quella di primitivi è una definizione impropria, si deve piuttosto parlare di società formate da uomini pluricompetenti, che hanno accumulato una cultura millenaria. Al tempo stesso, si è fatta strada l'idea che, per capire la mentalità di questi popoli si potessero usare le stesse categorie che usiamo per indagare la mente dei bambini e dei nevrotici. Questo procedimento ha trovato un critico severo in Wittgenstein che nelle Note sul Ramo d'oro di Frazer ha sottolineato l'inestricabile commistione di mentalità magica e di razionalità strumentale nei popoli cosiddetti primitivi. Questa concezione etnocentrica ha diretto e giustificato l'imperialismo e il colonialismo, sviluppando come contropartita il mito dell'uomo di natura o "buon selvaggio". Al processo di decolonizzazione si deve accompagnare oggi un lavoro di autocritica della razionalità occidentale.

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