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François Auguste René Rodin

                                                                                     Auguste Rodin nel suo studio © Musée Rodin Paris


François Auguste René Rodin - Parigi 1840 - Meudon 1917  

 

Studiò all’École Spéciale du Dessin et de Mathématique, ma respinto all’esame di ammissione all’École des Beaux-Arts entrò nello studio di Carrier-Belleuse col quale lavorò alle decorazioni della Borsa di Bruxelles. Rifiutato dal Salon, nel 1875 partì per l’Italia dove scoprì Michelangelo. Scriveva allo scultore Bourdelle: “Michelangelo mi liberò dall’accademismo”.
Nel 1878 espose al Salon L’età del bronzo (Londra, Tate Gallery), un nudo virile modellato secondo criteri così nuovi da attirarsi l’accusa di essere derivato da un calco dal vero. Fu solo con il Giovanni Battista (Londra, Tate Gallery), realizzato con la medesima tecnica, ma in scala maggiore del vero, che Rodin superò la polemica e s’impose presso il pubblico con il suo stile straordinariamente realistico e il suo amore per la resa del movimento.

Nel 1880 gli venne commissionata la porta bronzea per il nuovo Musée des Arts Decoratifs. Rodin scelse un soggetto dantesco, da cui il nome di Porta dell’Inferno (Zurigo, Kunsthaus), e lavorò fino alla morte nel tentativo, mai condotto a termine, di realizzare una grande allegoria dell’amore e della dannazione attraverso la rappresentazione del nudo: un romantico e caotico insieme di figure, memori del Giudizio Universale di Michelangelo, delle illustrazioni della Divina Commedia di Doré e dell’arte di William Blake. Le duecento e più figure disegnate per questa porta sono alla base di gran parte delle sue più famose opere di scultura: Il Pensatore (1880, Parigi, Museo di Luxemburg); I borghesi di Calais (1884-1888, Parigi, Museo Rodin), Il Bacio (1888, Londra, Tate Gallery).


                      

                                                               Il Pensatore, Giardino del Museo Rodin © Musée Rodin Paris


Sostenuto, dopo la grande mostra del 1889, anche dalla critica d’avanguardia, Rodin fu al centro di polemiche, come quella seguita al rifiuto del Monumento a Balzac (1891), commissionato da Zola per conto dalla Société des Gens de Lettres, rifiutato perché considerato non finito. La novità dell’opera monumentale consisteva nel tentativo di rappresentare la statura morale e intellettuale dello scrittore senza far ricorso alla consueta forma allegorica: “La modellatura dal vivo non riproduce che l’esterno, io riproduco anche lo spirito che fa parte pure lui della Natura”. Solo nel 1939 il Balzac di Rodin troverà una collocazione cittadina nel Boulevard Raspail. Ritrasse, fra gli altri, George Bernard Shaw, Charles Baudelaire, Gustav Mahler.

La contraddittoria problematica insita nell’arte dello scultore consiste nell’oscillare tra soluzioni nuove e ritorni alla tradizione e nel derivare le proposte formali sostanzialmente da motivi letterari, dai quali solo le avanguardie del primo Novecento sapranno svincolarsi in favore della predominante sperimentazione linguistica.

Tali sviluppi dell’arte moderna sono anticipati dall’opera di un altro scultore, l’italiano Medardo Rosso, non a caso valorizzato dalla generazione dei futuristi.

Parte della sua produzione scultorea e della sua vastissima arte grafica sono oggi conservate nella sua casa parigina, in Rue de Varenne, trasformata nel Museo Rodin.

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