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Giovanni Pascoli: i Canti di Castelvecchio

Guido Davico Bonino ripercorre le vicende familiari di Giovanni Pascoli (Forlì 1855 - Bologna 1912). Il poeta ha due fratelli e due sorelle: Giacomo e Luigi, Ida e Maria. Alla morte del padre, avvenuta in circostanze misteriose, Giacomo provvede ai fratelli. Giovanni, fino al 1895, vive con le sorelle, poi, quando Ida si sposa, vivrà in affettuosa intimità con "Mariù", a Castelvecchio di Barga, in Lucchesia. La raccolta Canti di Castelvecchio, pubblicata nel 1903, fa di Pascoli, come sostiene Davico Bonino, "il primo grande poeta italiano contemporaneo" capace di rinnovare la tradizione linguistica mediante un lessico "agreste o contadino", che prevede l`innesto di suoni animali e naturali, voci dalla forte eco simbolica, perché rievocano innocenza, malinconica, malesseri e paure indecifrabili, sullo sfondo dell`attesa della morte.

Umberto Ceriani legge dai Canti di Castelvecchio: Nebbia , Il brivido, Il gelsomino notturno, L`ora di Barga, La mia sera, La servetta di monte, La tessitrice e Commiato.

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