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Gli stati europei alla fine della guerra

A conclusione della prima guerra mondiale si delinea, nei paesi che vi hanno preso parte, un nuovo panorama economico e sociale, caratterizzato da un impoverimento generale e da conflitti interni sempre più aspri. Nell’Europa postbellica, l’ideale rivoluzionario si fa strada tra le classi più disagiate, che hanno perso fiducia nel progresso sociale e nel riformismo.
In Russia, sempre più separata dall’Europa per gli effetti della rivoluzione bolscevica, si avviano i nuovi programmi comunisti per far fronte alla carestia e al disordine politico derivato dal conflitto e della guerra civile. Intanto, il segretario del partito comunista Stalin manovra per diventare il successore di Lenin, il quale, malato e ferito, muore nel 1924.
Nell’Italia paralizzata dagli scioperi operai il governo tollera l’attività illegale di squadre private, i primi nuclei fascisti, per sedare la crescente minaccia comunista. Anche in Germania le tensioni sociali preparano il terreno all’ascesa della destra nazionalista.

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