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Gustave Flaubert: Madame Bovary

Nato a Rouen il 12 dicembre 1821, Gustave Flaubert è passato alla storia essenzialmente come l’autore del romanzo Madame Bovary. Alessandro Baricco legge alcune pagine del capolavoro di Flaubert (morto a Croisset l'8 maggio 1880) interrogandosi sulla natura più o meno colpevole dell'istinto che induce la maggior parte dei lettori a “saltare” le descrizioni per andare direttamente al dialogo, il luogo del romanzo “dove accadono le cose”. Ma in Madame Bovary la descrizione cessa di essere un elemento ornamentale della narrazione per divenire tempo allo stato puro. La descrizione degli oggetti che riempiono la stanza sulla cui soglia Emma Bovary si sofferma un istante diventa il mezzo di cui Flaubert si serve per dilatare quello stesso istante e rivelarlo al lettore nella sua realtà soggettiva più profonda: non un semplice attimo, ma un lasso di tempo in cui un intero mondo va incontro alla protagonista. In casi analoghi a questo, saltare la descrizione equivale quindi a perdere il “respiro” del romanzo.

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