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La dottrina Truman e l`inizio della Guerra Fredda

Il Presidente americano Harry Truman enuncia al Congresso quella che sarà chiamata “dottrina Truman”. Motivando il suo piano di aiuti per la Grecia e la Turchia, Truman dichiara che gli USA aiuteranno ogni popolo libero a resistere a tentativi di asservimento operati da minoranze interne o da potenze straniere. Anche se nel discorso non è mai citata, il riferimento è ovviamente all’Unione Sovietica; e la linea politica indicata da Truman, volta a contrastare l’espansionismo sovietico, comporta un’ulteriore accelerazione della Guerra Fredda.
La dottrina Truman segna per così dire l’inizio ufficiale della guerra fredda. Perché come una vera e propria dichiarazione di guerra viene interpretata in quel momento dall’Unione Sovietica. Il secondo passo sarà pochi mesi dopo il lancio del piano Marshall.
I rapporti Usa-Urss sono ormai da tempo logorati: il dialogo sul futuro assetto dell’Europa si è interrotto e resta aperto un vasto contenzioso sui trattati di pace, primo fra tutti la divisione della Germania in due zone di occupazione militare. Il discorso di Truman rivolto alla Grecia, ma soprattutto alla Turchia indica però quale sarà il vero campo di battaglia della guerra fredda: gli americani sono decisi a contenere (dottrina del containment) l’espansionismo sovietico non solo in Europa dove gli equilibri fissati a Yalta finiranno per essere congelati, praticamente fino alla caduta del muro di Berlino nel 1989; ma soprattutto è nel resto del mondo investito dai processi di decolonizzazione che lo scontro tra due visioni opposte della civiltà finirà per far esplodere scintille continue di guerra calda.
 

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