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Mauro Dorato. Il tempo e il libero arbitrio

 

Intrecciato al problema della coscienza e al problema del libero arbitrio, ossia alla nostra libera scelta riguardo un'azione futura. Già Aristotele affermava che il mero fatto che una proposizione al tempo futuro sia dotata di una valore di verità determinato mi priva, in qualche senso, del libero arbitrio. Dal punto di vista teologico, se Dio già sa che andrò al cinema domenica prossima, allora non posso non scegliere di andare al cinema, pena il mettere in dubbio l'onniscienza divina.

Si può uscire da questa difficoltà negando, ad esempio, che le proposizioni al tempo futuro riguardanti le mie libere scelte abbiano un valore di verità definito. In questo caso il valore di verità potrebbe avere tre risoluzioni differenti: vero, falso, indeterminato.

Nel Seicento nacquero teorie per le quali tutti i fenomeni dell'universo sono sottoposti alla fisica delle particelle in movimento, dipendenti da forze determinate. Secondo tali teorie deterministiche, a partire da un dato momento presente (e in base le leggi di natura) noi potremmo predire in maniera univoca un dato momento futuro. A parte le complicazioni del Novecento, tutte le leggi della fisica sono sostanzialmente deterministiche: ciò implica che il futuro è fissato in modo univoco, e che quindi noi non possiamo non andare al cinema un volta che lo abbiamo deciso.

In che modo, allora, siamo liberi? I cosiddetti “compatibilisti” - tra i quali Hobbes e Spinoza – sostennero che l'essere umano è libero quando “può” fare ciò che vuole, sebbene questa volontà sia determinata da cause antecedenti. Posso alzare il braccio, ad esempio, se il mio braccio non è legato dietro la schiena, e tale libertà è compatibile con il determinismo. Un'altra corrente, chiamata invece “incompatibilismo”, non crede che il tempo abbia una struttura lineare – altrimenti non potremmo essere liberi – ma che si presenti come un albero, le cui biforcazioni corrispondono ad altrettante scelte effettuate nel tempo presente (tutte aperte al nostro agire) e sono strettamente legate al nostro passato. Per il determinismo, al contrario, esiste un unico ramo, dove coincidono il possibile, il necessario e l'attuale.

Un'ulteriore minaccia al libero arbitrio viene dalla teoria della relatività speciale, in cui non c'è una reale distinzione tra passato, presente e futuro perché ciò che è il futuro per un osservatore ad un certo stato di moto potrebbe non essere il futuro per un altro osservatore ad un altro stato di moto. Introdurre la casualità all'intero del rapporto tra tempo e libero arbitrio ha un senso per l'indeterminismo perché implica l'esistenza di molti futuri possibili a partire da un unico passato. La casualità introduce una sorta di divario, di salto, tra il nostro io passato e ciò che potremmo essere grazie alle nostre azioni. In tal senso è stata interpretata, da alcuni, anche la meccanica quantistica, una teoria scientifica che ha ancora molti lati oscuri ma che potrebbe dar conto delle esigenze della teoria incompatibilista. Bisogna stare attenti, però, ad introdurre così facilmente la causalità nelle

nostre azioni, perché corriamo il rischio di deresponsabilizzarle.

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