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Memex: Galileo

Nanoparticelle intelligenti per la diagnosi e la terapia del cancro

 

Una nanoparticella che agisce come una sorta di Cavallo di Troia, conducendo un nanomateriale letale per le cellule tumorali direttamente all’obiettivo, senza essere riconosciuto dal sistema immunitario come un corpo estraneo. 
Il progetto TrojaNanoHorse, vincitore di un ERC Starting Grant nel 2015, mira allo sviluppo di nanoparticelle sicure per l’organismo e biodegradabili. Inoltre, questa modalità di cura non prevede l’assunzione di farmaci chemioterapici, annullando quindi i rischi associati alla loro somministrazione. 

La strategia chiave sta nell’utilizzo di nanoparticelle di ossido di zinco, inglobate in un rivestimento realizzato con lipidi prelevati dalle stesse cellule tumorali del paziente, che quindi non vengono riconosciute come estranee dal sistema immunitario e sviluppano gli stessi ricettori che permettono alle cellule malate di riconoscersi tra loro. Una volta iniettate nel circolo sanguigno, quindi, queste particelle mireranno con precisione alla cellula tumorale obiettivo, che viene riconosciuta grazie ai ricettori. La nano particella di ossido di zinco svilupperà quindi solo all’interno della cellula tumorale da colpire specie altamente tossiche (radicali liberi), in grado di distruggerla. 

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