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Pablo Picasso: da Guernica alla stupefacente maturità

L’unità audiovisiva, seconda di due, prosegue il racconto della vita e dell’opera di Pablo Picasso. Dopo aver “inventato” (con l’amico Braque) il Cubismo, che rappresenta una sorta di elaborazione finale di tutti i rivolgimenti stilistici che stavano avvenendo nella pittura a cavallo del Novecento (si pensi a Cèzanne, agli Impressionisti, ma anche all’arte “primitiva” che veniva riscoperta e imitata), Picasso cambia ancora direzione. Nel 1917 viaggia in Italia con la compagnia dei Ballets Russes di Sergej Djagilev, per realizzare le scene e i costumi di alcuni balletti, e “scopre” l’arte classica e rinascimentale. Elabora una nuova riflessione sul Classicismo, che si ritrova nella serie di ritratti ad amici, attori, musicisti e soprattutto alla moglie Olga Koklova e al primo figlio Paul. Negli anni Venti si avvicina al Surrealismo, il movimento nato nel 1919 per opera di André Breton e Paul Eluard. Negli anni Trenta inizia il suo impegno politico e si schiera pubblicamente contro la dittatura fascista di Francisco Franco in Spagna. Nel 1937 dipinge Guernica, il suo più grande capolavoro. Picasso è ormai universalmente conosciuto. Negli ultimi anni della sua lunghissima vita (muore a 91 anni), produce una quantità incredibile di opere. Spesso la critica ha sottovalutato questa parte della sua produzione, in realtà, Picasso “da vecchio” ha rappresentato una fonte inesauribile di idee e creatività, che hanno lasciato il segno su molti artisti venuti dopo di lui.
L’unità alterna immagini di repertorio in bianco e nero a riprese dettagliate delle opere e a interventi del professor Adriano Altamira, docente di storia dell’arte all’Accademia di Brera.

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