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Parmenide: la ricerca della verità

Vittorio Hösle, professore di filosofia all`Università di Essen, parla della rivoluzione operata da Parmenide (Elea, VI sec. a.C. – V sec. a.C.) rispetto alla filosofia presocratica, secondo la quale il mondo in cui viviamo, così com’è percepito dai sensi, è la realtà. In Parmenide il pensiero, “offendendo” il buon senso e la percezione, nega la realtà, il divenire, e raggiunge un`autonomia in forza della quale tenta di capire l`essenza dell`essere, non più l`essere come appare.

L’Essere, necessario e immutabile, è proprio il concetto da cui muove Parmenide per determinare la realtà. In questo senso egli è veramente, come dice Hegel, il primo filosofo della storia.

Giovanni Pugliese Carratelli, professore di storia della storiografia greca alla Scuola normale di Pisa, ribadisce il distacco di Parmenide dalla ricerca delle archai - ossia dei principi in senso materiale (terra, acqua, aria) propri della scuola ionica - a profitto di una ricerca della verità intesa come aletheia, conoscenza certa contrapposta alla doxa, all’opinione falsa o meramente probabile.

Completa l’unità audiovisiva una lettura del frammento 1D del poema, poi denominato Perì physeos, in cui l’Eleate espone, sebbene sotto forma di rivelazione divina, la sua teoria.

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