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Memex: Galileo

Pietro Greco. Hans Jurgen Eysenck

 

È vero, Galileo Galilei faceva gli oroscopi. Ma non ci credeva.  È vero, Niels Bohr, uno dei padri fonditori della meccanica quantistica, teneva un ferro di cavallo sopra la porta. E a chi gli chiedeva se credeva davvero che portasse fortuna, lui rispondeva, tra il serio e il faceto: «Io non ci credo. Ma mi dicono che funziona lo stesso».

Singolare è, invece, la vicenda dello psicologo inglese di origine tedesca Hans Jürgen Eysenck, nato a Berlino nel 1916 e morto a Londra nel 1997. Si è battuto per gran parte della sua vita per affermare tecniche di studio sperimentale “oggettive”, fondate su un metodo galileiano, ovvero quantitativo. 

Insomma, anche gli psicologi come i fisici devono misurare, per poter affermare. Bisogna dunque espungere dalla psicologia tutto ciò che vi è di soggettivo. L’intelligenza? Beh, si può misurare.  Anzi, poiché le intelligenze sono molte, tutte si possono misurare in maniera precisa.   È anche per questo sua fiducia nella misurabilità che Eysenck contestava quei suoi colleghi secondo cui l’ambiente sociale e cognitivo è il fattore principale nella determinazione dei comportamenti delle persone.  Tutto o quasi, diceva Eysenck, è scritto nei nostri geni. 

Ed è così che nella smania di misurare tutto e tutti lo psicologo inglese si avvicinò ai fenomeni paranormali. Misuriamoli, questi fenomeni, e vediamo se c’è un riscontro reale.
È, dunque, con questo spirito un po’ scettico che si avvicina all’astrologia. Vediamo se è vero – come affermano gli astrologi – che la Luna e i pianeti e le stelle determinano il nostro carattere. 
Eysenck è scettico. Ma le prime analisi statistiche tra la posizione degli astri e la data di nascita mostrano strane coincidenze. Strano, pensa Eysenck. E approfondisce l’indagine.
E più approfondisce, più sembra trovare una correlazione stretta. In breve, la sua posizione cambia. Da scettico, diventa un astrologo convinto. Anzi, entusiasta. Tanto da dar vita a una nuova disciplina, che battezza astrologia scientifica.

Inutile dire che l’astrologia non ha nulla di scientifico. Non ci sono né le premesse teoriche né dati empirici che ipotizzino anche alla lontana una qualche influenza degli astri sul comportamento umano.
Eysenck è caduto nella trappola delle false correlazioni. E dire che era un campione nell’analisi statistica. 

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