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Questa è la mia vita - Conversazioni di teatro con Giorgio Albertazzi

“Sono un outsider, non sono nella classifica attuale del teatro. Se un giovane attore recita Amleto e cita qualcuno che l’ha preceduto cita Gassman e Carmelo Bene”. Le parole di Giorgio Albertazzi, ospite di Franco Scaglia nella puntata di “Questa è la mia vita”, lungi dal rappresentare il disincanto di un attore quasi novantenne, sembrano fornire una chiara provocazione di un artista che ha fatto la storia del teatro e della televisione italiana dalla prima metà del secolo scorso. Albertazzi tocca in modo decisivo una delle questioni più dibattute dai critici ovvero il confronto, il rapporto, i legami anche ufficiosi tra tre delle personalità più forti ed esplosive del teatro e della televisione italiana. Albertazzi ripercorre la sua carriera partendo da uno dei momenti più significativi, il quattrocentenario della nascita di Shakespeare, nel 1964, occasione per la quale l’Amleto suo e di Zeffirelli fu selezionato, tra i tanti in scena a quel tempo, per omaggiare il capolavoro dell’autore inglese. 

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