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Socrate: processo e morte

Gabriele Giannantoni,professore di Storia della Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, in questa unità, con il supporto di immagini di repertorio cinematografico, ricorda la linea di difesa che tenne Socrate nel processo che lo vedeva imputato di due pesanti accuse: quella di empietà (asebeia) e quella di corrompere i giovani. Contro la seconda accusa, in particolare, Socrate si difese, chiamando a testimoni gli stessi Ateniesi in merito al carattere pubblico del suo insegnamento. Ma a nulla gli valse, perché l’accusa di corrompere i giovani aveva come sottofondo politico l’altra, non esplicitata se non dopo la sua morte, di essere stato maestro di Crizia e Alcibiade, figure esecrate nella restaurata democrazia ateniese, l’uno come capo dei Trenta Tiranni, l’altro per essere passato a Sparta e aver preso le armi contro la patria. L’unità si conclude con un filmato sulla morte di Socrate.

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