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Wystan Hugh Auden: Tempo di guerra

Claudio Gorlier ci presenta il poeta inglese Wystan Hugh Auden, del quale sottolinea la rappresentatività e l`attualità della poetica in un periodo di crisi. Auden con le sue raccolte cerca una risposta agli interrogativi drammatici del momento. Auden, Età dell’ansia:

Nessuna scimmia
Pensa di pensare. Le cose si dividono,
Le creature no. Nel caos ogni corpo
Avrebbe un peso diverso. Un cane può imparare
A temere il futuro. La macchina senza faccia
È senza contorno. Le leggi della scienza
Mai spiegano l’emergere del nuovo
Che arriva e arricchisce (ma l’errata domanda
Non inizia alcunché). La Natura premia
I salti intrepidi. L’atomo prudente
Ha cura soltanto della sua sicurezza,
Tranquillità a ogni costo; la calma pianta
Domina la materia poi si arrende a se stessa,
Operosa ma non ardita; la bestia assicura
Uno status più stabile alla carne rubata,
Assiste e assoggetta: singolare allora
È la via dell’uomo; poiché l’ego è un sogno
Finché il bisogno del vicino non lo crea nominandolo;
L’uomo non sa come misurarsi; i suoi specchi distorcono;
Le sue arcadie più verdi pullulano di spettri;
Le sue utopie cercano l’eterna giovinezza
O l’autodistruzione.

 

Wystan Hugh Auden nasce il 21 febbraio 1907 a York. Studia a Oxford, nel collegio di Christ Church, e dopo vari viaggi in Germania insegna in una scuola elementare. Nel 1930 pubblica il primo volume di Poesie (Poems); in seguito collabora con l’amico Christopher Isherwood alla stesura di tre opere teatrali in versi, Il cane sotto la pelle (The dog beneath the skin, 1935), L’ascesa di F6 (The ascent of F6, 1936) e Alla frontiera (On the frontier, 1938). Nel 1936 partecipa alla guerra civile spagnola, nelle file dei repubblicani; nel 1938 sposa la figlia di Thomas Mann, Erika, e l’anno seguente si trasferisce negli Stati Uniti, dove prende la cittadinanza americana. Torna in Inghilterra per un breve periodo nel 1956, ottenendo la cattedra di poesia a Oxford. Tra le sue opere: Gli oratori (The orators, 1932), le raccolte poetiche Guarda, straniero! (Look, stranger!, 1936), Un altro tempo (Another time, 1940), Lo scudo di Achille (The shield of Achilles, 1955);  Per il tempo presente (For the time being, 1945); i poemetti Lettera per l’anno nuovo (New year letter, 1941), L’età dell’ansia (The age of anxiety, 1948), Omaggio a Clio (Homage to Clio, 1960); la raccolta di saggi critici Gli irati flutti (The enchafed flood, 1950) e vari libretti d’opera, tra cui, in collaborazione con Ch. Kallman, La carriera di un libertino (The rake’s progress, 1951) per la musica di Stravinskij. Muore a Vienna il 29 settembre 1973.

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