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Tool Box III

Zirkus Suite – Un peccato di gioventù (parte 2)

 

Zirkus Suite, suite in sette movimenti per ensemble di fiati, marimba e timpani, di Emanuele Severino, definita dal grande filosofo un suo “peccato di gioventù”, ha atteso settanta anni la sua prima esecuzione pubblica, avvenuta per iniziativa del filosofo Massimo Donà, il 17 aprile 2018 al Conservatorio Di Milano, con la revisione critica del Maestro Alessandro Bombonati, docente dello stesso Conservatorio.

Il giovane Severino aveva studiato composizione, scrivendo molta musica, tutta andata perduta tranne questa suite, composta nel 1947 e chiamata Zirkus per sottolineare il clima grottesco evocato dalla composizione. L’anno precedente il filosofo bresciano il suo primo libro “La coscienza. Pensieri per un’antifilosofia”, che ripudierà in seguito, dove la coscienza si identifica con la musica, definita antifilosofia.

I riferimenti musicali del Severino musicista sono Stravinskij, Bartók, Schönberg, l’avanguardia, negli anni Quaranta del Novecento. L’arte astratta, per Severino, è l’arte astratta dalla regola, in campo musicale la musica dodecafonica di Schönberg e non è un caso se in quegli anni in Unione Sovietica, la musica atonale dodecafonica venne condannata proprio in quanto considerata “la distruzione di ogni regola”.
Anche la musica — come arte, religione, filosofia, scienza, tecnica, mito — è riconducibile, secondo Emanuele Severino, al fenomeno arcaico della festa, definita “l’opera che genera il mondo sociale”. La festa comincia con un grido dissonante intorno al quale l’uomo si raccoglie intorno e la storia della musica è la rievocazione di questo grido arcaico.