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LA REPUBBLICA DI SALÒ: LA DECADENZA. SECONDA GUERRA MONDIALE

Attraverso filmati d’archivio, l’unità audiovisiva ricostruisce la complessa situazione italiana nel 1944, anno durante il quale l’incipiente liberazione alleata divide gli italiani del nord Italia in gruppi fedeli a Mussolini, raccoltisi nella Repubblica di Salò e nelle brigate nere, e in gruppi di liberazione partigiana.
Nonostante Mussolini ricercasse consensi nelle classi più disagiate con provvedimenti rivolti al sociale, come l’apertura di mense popolari ed asili, e con l’attività politica nelle fabbriche, in aperto dissenso con la borghesia imprenditoriale (sempre più vicina agli alleati), la base del potere neofascista non è la classe operaia, ma l’esercito tedesco. Ciò è testimoniato dagli scioperi attuati nei più grandi centri del nord-est e dalla organizzazione, nell’ambito delle fabbriche, di fazioni partigiane cittadine, i GAP (gruppi di azione patriottica).
Mentre le città di Treviso, Venezia, Torino vengono distrutte dai bombardamenti alleati, i profughi invadono le campagne e attendono l’arrivo degli americani, già sbarcati in Normandia, che poi accoglieranno festanti nelle strade delle città. Intanto, Mussolini incontra Hitler in Germania, con il quale ostenta sicurezza e orgoglio.

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