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Il mondo alla fine della guerra

Con l’ausilio di filmati d’archivio, l’unità audiovisiva ricostruisce il periodo storico dell’immediato dopoguerra, soffermandosi in particolare sulla conferenza di Yalta, in Crimea, apertasi il 4 febbraio 1945, a conflitto ancora in atto, quando il terzo Reich non poteva più determinarne l’andamento.
Eliminato il problema nazista, la questione principale, posta dalle potenze vincitrici riunitesi a Yalta, era la difficile gestione della pace. Già nel novembre 1943 a Teheran si erano incontrati Churchill, Roosvelt e Stalin per confrontarsi su questo delicato argomento, ma al vertice di Yalta per la prima volta si propose la creazione di una vera e propria organizzazione mondiale di stati che avrebbero vigilato su un futuro di pace in Europa e nel mondo, in un complesso gioco di equilibrio tra le superpotenze inglese, americana e russa, ognuna portatrice delle proprie convinzioni sull’assetto politico che l’Europa avrebbe dovuto assumere. In particolare, al centro della discussione fu la situazione dei paesi dell’Europa orientale e soprattutto della Polonia, che nel 1944 aveva subito l’invasione da parte dell’Unione Sovietica.
Nel complesso, la conferenza di Yalta venne salutata dall’opinione pubblica come un grande evento per l’umanità, poiché si riteneva che non si sarebbe conclusa con un nuovo disegno di egemonia mondiale, ma con un progetto di salvaguardia dei diritti dei popoli, da realizzare attraverso la convivenza civile e la democrazia. Fu in realtà una breve illusione. Infatti, la conferenza di Potsdam, del luglio 1945, determinò la suddivisione in territori occupati della Germania, preludio dell’innalzamento, nel 1961, del muro di Berlino.

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