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LA REPUBBLICA DI SALÒ: LO SVILUPPO. SECONDA GUERRA MONDIALE

Con l’ausilio di cinegiornali e filmati d’epoca, l’unità audiovisiva ripercorre i giorni della formazione della Repubblica di Salò, il generale senso di disorientamento provato dagli italiani nel riconoscere quale fosse l’autorità da seguire, mentre in molte parti del paese si continuava a combattere.
Il 15 settembre 1943, in un comunicato radio trasmesso da Monaco di Baviera, Benito Mussolini, liberato dai tedeschi dopo l’arresto avvenuto a Villa Savoia, annuncia la propria riacquisizione del comando del partito fascista, ordinando a tutti gli italiani a lui fedeli, e alle organizzazioni che lo appoggiano, di riprendere le armi a fianco dell’alleato tedesco. Il 23 settembre, data che segna la nascita ufficiale della Repubblica di Salò, o Repubblica Sociale Italiana (RSI), il duce rientra in Italia e si insedia a Rocca delle Caminate, presso Predappio, in Romagna. Intanto, Albert Kesserling, al comando dei tedeschi in Italia, subordina alle sue direttive "le autorità e le organizzazioni civili italiane". Le province di Udine, Gorizia e Trieste sono affidate alla supremazia militare della Carinzia e quelle di Bolzano, Trento e Belluno a quella del Tirolo.
In questo progetto di “germanizzazione”, la Repubblica di Salò si inquadra quasi come una consolazione accordata a Mussolini, ormai esautorato della sua forza propagandistica e del tutto subalterno al potere nazista.

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