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Speciale Freud

Sigmund Freud (Freiberg, Moravia, 1856 - Londra 1939) è il padre fondatore della moderna psicanalisi. Figlio di Jakob e della sua seconda moglie, Amalie Nathanson, si trasferì nel 1859 a Lipsia, e successivamente a Vienna. Ebreo, dotato di eccellenti qualità intellettive e osservative, al centro di complesse dinamiche affettive in famiglia, s'iscrisse nel 1873 alla facoltà di medicina dell'università di Vienna.

Frequentò il seminario filosofico e il corso di logica di F. Brentano, e lezioni di anatomia, chimica, fisica, botanica e zoologia, compiendo anche ricerche di anatomia microscopica del sistema nervoso. Alcuni suoi studi universitari giovanili vennero pubblicati; entrò poi in contatto durante il tirocinio nell'Ospedale Generale di Vienna con il clinico medico e neurologo H. Nothnagel e con il neuropsichiatra T. H. Meynert, che, insieme a Brücke, spinsero Freud alla libera docenza, in neuropatologia, conseguita nel 1885. Si recò poi alcuni mesi a Parigi, presso J.-M. Charcot, massima autorità europea della neuropatologia, dove restò dall'ottobre 1885 al febbraio dell'anno successivo, e poi a Nancy nell'estate 1889. Fu durante questi viaggi che iniziarono a maturare in Freud le sue nuove teorie. Nel 1886 si sposa con Martha Bernays.

La nascita del Freud psicopatologo avveniva nei primi anni Novanta con la scoperta di un "inconscio" contenuto nella psiche fatto di ricordi traumatici a forte carica affettiva, di natura prevalentemente sessuale. Il termine "psicanalisi" compare la prima volta nel 1896. Tra le opere principali di Freud ricordiamo: "L'interpretazione dei sogni" (1899), "Psicopatologia della vita quotidiana" (1901), "Il motto di spirito e il suo rapporto con l'inconscio" (1905), "Tre saggi sulla teoria sessuale" (1905), "Totem e tabù" (1913), e la pubblicazione di numerosi casi clinici. (Fonte TRECCANI)

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