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Benessere psicologico: il contributo della ricerca INDIRE

La formazione della comunità educante

Nel panorama educativo contemporaneo, segnato da trasformazioni rapide e da un crescente bisogno di attenzione al benessere psicologico degli studenti, la ricerca svolge un ruolo decisivo nel guidare le scuole verso modelli più inclusivi, consapevoli e capaci di rispondere alle sfide della società attuale.
INDIRE, l’ente nazionale che da quasi un secolo affianca le istituzioni scolastiche italiane nei processi di innovazione didattica e organizzativa, opera come un ponte tra le istanze istituzionali e la realtà quotidiana delle scuole, osservando da vicino i processi di trasformazione e contribuendo a individuare, modellizzare e diffondere buone pratiche affinché l’innovazione diventi «un patrimonio democratico e condiviso. Questo sguardo privilegiato permette di cogliere i bisogni emergenti della comunità scolastica, tra cui l’urgenza di formare docenti capaci di sostenere gli studenti nella costruzione della propria identità e nella gestione delle differenze: la scuola non può più limitarsi a essere «un ambiente di approfondimento dei saperi», ma deve fornire strumenti, linguaggi e abilità che permettano ai giovani di orientarsi in una società fluida e complessa.
In questo quadro, la preparazione dei docenti assume un ruolo centrale: educare al rispetto, valorizzare le diversità, promuovere la parità e offrire strumenti per la gestione del conflitto sono competenze che richiedono formazione continua, consapevolezza pedagogica e un approccio sistemico. 

Da una ricerca condotta nel 2025 da INDIRE emerge, tuttavia, che molte iniziative scolastiche restano episodiche, legate alla sensibilità dei singoli istituti e non integrate in una visione di lungo periodo. Per questo l’ente ha avviato un percorso triennale di accompagnamento alle scuole, che prevede formazione, monitoraggio e la costruzione di osservatori multilivello (micro, meso, macro) per sostenere un cambiamento strutturale.
Un aspetto particolarmente innovativo riguarda il coinvolgimento attivo degli studenti: non più destinatari passivi, ma protagonisti nella definizione dei bisogni e nella costruzione di una comunità scolastica più consapevole e partecipata. L’obiettivo è promuovere un vero civic engagement, capace di trasformare la cultura scolastica dall’interno.