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CREA: i cambiamenti climatici e le responsabilità umane

Intervista a Giuseppe Corti

In questa intervista Giuseppe Corti, esperto in scienza del suolo e climatologia e, dal 2021, Direttore del CREAConsiglio di Ricerca Agricoltura e Ambiente, illustra gli scopi e la storia del Centro stesso, parla dell'attendibilità delle previsioni meteorologiche e spiega come sia difficile stabilire le responsabilità umane sui cambiamenti climatici.

Il CREA è il più importante Ente nazionale di ricerca dedicato alle filiere agroalimentari. Dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, è vigilato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e gode di piena autonomia scientifica, statutaria, organizzativa, amministrativa e finanziaria. 

Le competenze del CREA coprono un ampio spettro disciplinare che include i settori agricolo, zootecnico, ittico, forestale, agroindustriale e nutrizionale, nonché l’ambito socioeconomico. 

Il CREA è articolato in dodici Centri di ricerca distribuiti sul territorio nazionale, tra cui il Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente (CREA-AA), che svolge attività di studio e ricerca finalizzate alla caratterizzazione, gestione sostenibile e modellazione spazio-temporale degli ecosistemi agrari e forestali, adottando un approccio inter e multidisciplinare. È a tale Centro che afferiscono, scientificamente e amministrativamente, la Biblioteca, l’Archivio, il Museo e l’Osservatorio di Meteorologia del CREA, oggetto delle riprese e interviste realizzate al Collegio Romano.

Il Ministero della Cultura (MiC) gestisce logisticamente gli ambienti che ospitano il patrimonio storico-culturale e tecnologico (stazione meteorologica) del CREA.