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Il modello 4+2 dell'Istituto Tecnico "Galileo Galilei" di Roma

L'Istituto Tecnico Industriale Statale Galileo Galilei con oltre un secolo di storia che continua a rinnovarsi per rispondere alle sfide del presente e del futuro. Fondato nel 1919 e situato nel cuore di Roma, l’Istituto rappresenta oggi uno dei poli formativi più articolati e dinamici del panorama scolastico capitolino, con un’offerta che comprende sei indirizzi di istruzione tecnica tecnologica, un liceo scientifico delle scienze applicate, percorsi serali per l’istruzione degli adulti e una popolazione studentesca che sfiora i 1.500 iscritti. 

La dirigente scolastica Cristina Costarelli racconta in quest’intervista l’identità e l’evoluzione del Galilei, soffermandosi in particolare su una delle innovazioni più significative introdotte negli ultimi anni: il percorso di filiera tecnologica 4+2, una delle istituzioni scolastiche capofila della sperimentazione del nuovo modello formativo 4+2 nel Lazio già nell’anno scolastico 23/24, nell’ambito del settore informatico. 

Il modello 4+2 nasce dall’integrazione strutturale tra il quadriennio dell’istruzione tecnica e i due anni degli ITS Academy, l’istruzione tecnica superiore di livello terziario, ponendosi come risposta concreta al divario tra formazione e mondo del lavoro. Un percorso unitario di sei anni che consente di formare tecnici altamente specializzati, figure oggi particolarmente richieste dalle imprese nei settori strategici dell’informatica, della cybersecurity, della meccatronica, dell’elettronica, dell’automazione e della manutenzione aeronautica. 

La preside Costarelli sottolinea che la forza del 4+2 risiede nella coprogettazione didattica tra scuola e ITS Academy, che coinvolge gli studenti fin dal primo anno attraverso campus, unità interdisciplinari e attività congiunte con esperti del settore. Un modello che valorizza la didattica per competenze, il contatto diretto con le aziende del territorio e una forte attenzione all’internazionalizzazione, con percorsi CLIL (Content and Language Integrated Learning), progetti Erasmus e accordi di scambio con istituti tecnologici esteri, fino alla Cina. 

L’intervista affronta anche i temi della valutazione, del rapporto con le famiglie e delle prospettive post-diploma, chiarendo come il quadriennio consenta comunque l’accesso all’università o l’ingresso nel mondo del lavoro, lasciando agli studenti la libertà di completare o meno il biennio ITS. Un’offerta flessibile, orientata e fortemente connessa alle reali opportunità occupazionali, che si affianca ai tradizionali percorsi quinquennali senza sostituirli. 

Un racconto che restituisce il senso di una scuola che non “lavora per il mercato”, ma per i giovani, offrendo loro strumenti concreti di realizzazione personale e professionale. Un modello che richiede tempo per essere compreso e assimilato, ma che sta già riscuotendo crescente interesse e fiducia da parte delle famiglie, come dimostra anche l’organizzazione dell’Open Day dedicato esclusivamente al percorso 4+2. 

Un’esperienza che merita attenzione, perché parla di innovazione possibile, di alleanze educative e di una formazione tecnica capace di guardare lontano.