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R.A.M. 2 puntata

 

R.A.M. Ricerca-Archivio-Memoria

2^ Puntata

di Alessandra Bisegna, Andrea Branchi, Massimo Gamba, Giuseppe Giannotti e Davide Savelli.

In onda giovedì 11 luglio, ore 22.30 su Rai Storia.

Continua il viaggio di R.A.M il nuovo Magazine di Rai Storia sul Novecento.

Le Ricerche inedite di storici italiani, gli Archivi pubblici e privati del nostro paese, la Memoria attraverso ricordi e testimonianze.

RAM è aperto alle segnalazione degli abbonati, pronto a raccontare le storie, gli archivi privati, le testimonianze, che quotidianamente arrivano alla mail storia@rai.it e al portale di RaiStoria www.raistoria.rai.it

Raccontiamo assieme la storia del Novecento su un canale del Ventunesimo secolo: RaiStoria, la storia di noi tutti.

Per la serie SPIE – realizzata in collaborazione con l’Archivio Centrale dello Stato - un altro capitolo dell’appassionante storia di “Mario Carletti, agente segreto 523”, spia del Regime.

E’ l’8 febbario del 1943 quando Pietro Nenni, in “semiclandestinità” con la famiglia a Palalda, nei Pirenei orientali, viene arrestato a Saint-Flour dalla Gestapo e rinchiuso nel carcere parigino di Fresnes. Sarà consegnato, dopo un mese, alla polizia fascista, condotto nel carcere romano di regina Coeili e poi confinato a Ponza, fino alla liberazione nel 1943.

Quale fu il ruolo di Mario Carletti nell’arresto di Pietro Nenni?

Lo scopriamo assieme allo storico Mauro Canali, tra le carte dell’OVRA e del casellario politico centrale.

Continuiamo il racconto della Storia d’Italia con le vignette satiriche della rivista il Marc’Aurelio. Una tiratura di 600.00 copie e lo scopo di fare giornalismo sottraendosi alla censura. Con Fellini, Scola, Zavattini, Steno, Marchesi, Metz, Age e Scarpelli, Pipolo, Guareschi, acquerelli, matite e inchiostro raccontano la storia d’Italia che in una manciata d’anni è cambiata e si è trasformata, è sopravvissuta al regime, poi a una guerra mondiale, e infine si è rimboccata le maniche per ricostruire. E’ Fabiana de Bellis, nipote di Vito de Bellis, fondatore del Marc’Aurelio, ad aver raccolto negli anni i documenti e i disegni originali e a raccontarci la storia attraverso una selezione delle più famose vignette. La puntata di oggi ci riporta alla campagna d’Africa del ‘40 -’43 , italiani e tedeschi da una parte, alleati dall’altra. Come si sorrideva durante “La guerra del deserto”?

R.A.M è anche Attualità, quando l’attualità incontra la Storia. Nella centralissima piazza della Vittoria, a Brescia, troneggiò per 13 anni, dal 1932 al 1945, una monumentale statua in marmo di Carrara raffigurante un nudo maschile. Per i bresciani era “il bigio”. All’indomani della liberazione la statua, nella quale gli antifascisti, vedevano un simbolo del regime, fu rimossa. Oggi, c’è chi vuole riportare la scultura simbolo al centro della Piazza, con un nome: Era fascista. Ad opporsi al progetto è L’Anpi – Associazione Nazionale dei Partigiani Italiani. “Il Bigio“ è un’opera d’arte e come tale va aldilà della simbologia cui rimanda? O, riportarlo, a 250 metri da Piazza della Loggia, suona come una provocazione? RaiStoria è andata a Brescia per raccontare questa storia.

Cronache è un viaggio nell’Archivio della Rai alla scoperta di documenti che raccontano spaccati della nostra storia.  E’ il 1963, e la Rai realizza un’inchiesta sulla mafia a Palermo. Le voci dei Palermitani, le dichiarazioni e le fiduciose speranze del Commissario di Polizia appena nominato…

MEJA- Guerre di confine

4 episodi tratti da un documentario, inedito in Italia, presentato ai Festival di Pessac e Biarritz in Francia e Bra nel Montenegro. La dolorosa storia del confine orientale d’Italia. Dal 4 novembre del 1918, con l’annessione all’Italia del Friuli e di Trieste, alla II guerra mondiale, all’ occupazione della Slovenia, fino alle foibe, agli esuli, al trattato di Maastricht che sancisce la scomparsa del confine. 

In questo 2° episodio: l'invasione nazifascista dei Balcani e l'Operazione Castigo. Gli italiani cercano di annientare la resistenza slovena, facendo di Lubiana un campo di prigionia a cielo aperto. L'ex primo ministro Sloveno Anton Vratusa racconta della sua esperienza nella resistenza anti-italiana. Lo storico sloveno Boris Gombac ricostruisce il crescendo di crimini che accompagna l'operato dell'esercito italiano di occupazione, l'agghiacciante Circolare 3 C, e le inequivocabili note del comandante in capo, il Generale Mario Roatta: “Qui si ammazza troppo poco!”

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