Rainer Maria Rilke a Venezia. Con Massimo Cacciari

Rainer Maria Rilke a Venezia. Con Massimo Cacciari

Lo scrittore praghese muore il 29 dicembre 1926

Rainer Maria Rilke a Venezia. Con Massimo Cacciari

Rainer Maria Rilke, poeta cecoslovacco e tedesco, francese. Europeo
Massimo Cacciari

Il filosofo Massimo Cacciari in questo filmato del 1985, ci guida tra le calli di Venezia per investigare il rapporto che il poeta Rainer Maria Rilke stabilì nei suoi sonetti con la città dei dogi, di cui fu spesso ospite. Uno dei luoghi che più lo affascinò durante i suoi numerosi viaggi in Italia, in particolare il suo ghetto, un luogo periferico e sovraffollato, ma anche un po’ magico, nel quale dal 1516 erano stati radunati, per ordine del Senato, tutti gli ebrei presenti e che, per legge, veniva chiuso tutte le sere.

E un mattino l'altra Venezia è là. La reale, lucida, intrattabile, per nulla fatta di sogni
Rainer Maria Rilke

Nato il 4 dicembre 1875 a Praga e morto a Muzot, in Svizzera, il 29 dicembre 1926, Rilke discendeva da un'antica famiglia aristocratica originaria della Carinzia e per questo la lingua con cui scriveva era il tedesco. Nella sua vita viaggiò moltissimo, soprattutto in Europa: Belgio, Olanda, Svezia,Spagna, Italia. Uscì dal Vecchio continente quando visitò l'Egitto, l'Algeria e laTunisia. Soggiornò a lungo in Russia (1899), a Berlino, a Westerwede nel Hannover e a Parigi dove fu impiegato come segretario di August Rodin. Ospite dei proprietari del castello di Duino, vicino a Trieste, durante la guerra mondiale, si stabilì poi a Monaco e a partire dal 1919 visse a Muzot in Svizzera.

Tra le opere giovanili i Frühe Gedichte (1899) rispecchiano la sua profonda inquietudine in un'atmosfera di luce e di sogno. Geschichten vom lieben Gott (1900), una raccolta di racconti (tra cui anche uno ambientato nel ghetto di Venezia) dove il centro della vita interiore diventa il sentimento di Dio nel quale si può riposare appagati.  Nel 1902 segue Das Buch der Bilder.  Qui Rilke è al tempo stesso il poeta dell'attimo fuggente, ma anche il creatore del mondo esterno, attraverso la magia delle immagini. Al Buch der Bilder si riconnette la Weise von Liebe und Tod des Cornets Christoph Rilke, scritta nel 1899 (ma pubblicata solo nel 1906), a cui è principalmente connessa, in Germania e fuori della Germania, la fama dello scrittore. Le tre parti dello Stundenbuch (1905) - "Il libro della vita monastica", "Il libro del pellegrinaggio", "Il libro della povertà e della morte" - furono scritte rispettivamente  nel 1899, 1901, 1903, ma raccolte in un unico volume solo nel 1905. 

L'incontro con l'arte attraverso il grande scultore Auguste Rodin, al quale Rilke dedicherà una geniale biografia (Auguste Rodin, 1903) gli ispira una nuova poetica che si concretizza nei due volumi dei Neue Gedicńte (1907-8). L'inquietudine rilkiana anche qui, però, non si placa:

S'è donata prima alle cose, in flusso e in riflusso; poi, in flusso e riflusso, a Dio: ha cercato quindi requie nelle forme; e pure nelle forme non ha requie, sussulta, s'agita, ferve in movimento. Nulla, neppure il salvataggio operato da Rodin, può deviare la fatale traiettoria del dramma. È ormai prossimo il naufragio nell'inquietudine

E infatti, ne I quaderni di Malte Laurids Brigge (Die Aufzeichnungen des Malte Laurids Brigge) del 1910 irrompe nel dramma personale e umano di Rilke la malattia - la neurosi d'angoscia - di cui i "Quaderni" sono un tragico documento letterario. Il protagonista, Malte, è infatti il poeta stesso mentre le pagine di questo diario diventano una sorta di cartella clinica. Testimonianza dell'ultimo periodo tragico della vita dello scrittore sono le Duineser Elegien (1923) e i Sonette an Orpheus (1923), caratterizzati da una lirica astratta ed ermetica. Infine le liriche francesi (Vergers, Roses, Fenêtres, Carnet de poche) chiudono la sua produzione letteraria.